Whistleblowing

Whistleblower (letteralmente tradotto: soffiatore nel fischietto) è il nome inglese che individua il dipendente che, dall’interno del proprio ente di appartenenza (pubblico o privato), segnala condotte illecite o altre irregolarità che apprende in occasiona del normale svolgimento dell’attività lavorativa.

Il whistleblowing è il termine anglosassone per indicare il fenomeno del dipendente (whistleblower: soffiatore nel fischietto) che, venuto a conoscenza per ragioni di lavoro di attività illecite nell’amministrazione pubblica o in aziende private, ne segnala la commissione.

Il whistleblowing trova applicazione sia nel settore pubblico che in quello privato.

Nella Pubblica Amministrazione è previsto che colui il quale – nell’interesse dell’integrità della Pa – segnali al responsabile della prevenzione della corruzione dell’ente (di norma un dirigente amministrativo; negli enti locali il segretario) o all’Autorità nazionale anticorruzione o ancora all’autorità giudiziaria ordinaria o contabile le condotte illecite o di abuso di cui sia venuto a conoscenza in ragione del suo rapporto di lavoro, non possa essere – per motivi collegati alla segnalazione – soggetto a sanzioni, demansionamento, licenziamento, trasferimento o sottoposto a altre misure organizzative che abbiano un effetto negativo sulle condizioni di lavoro.

Nel settore privato, il whistleblowing trova naturale collocazione nell’ambito dei Modelli di Organizzazione, Gestione e Controllo  previsti dal D.lgs. 231/01.
In particolare, i Modelli Organizzativi dovranno prevede uno o più canali che, a tutela dell’integrità dell’ente, consentendo a coloro che a qualsiasi titolo rappresentino o dirigano l’ente, segnalazioni circostanziate di condotte costituenti reati o di violazioni del modello di organizzazione e gestione dell’ente, di cui siano venuti a conoscenza in ragione delle funzioni svolte. Tali canali dovranno garantire la riservatezza dell’identità del segnalante nelle attività di gestione della segnalazione, e la modalità informatica è uno strumento necessario, e non eventuale, del canale a tutela della riservatezza dell’identità del segnalante.
I Modelli Organizzativi dovranno inoltre prevedere sanzioni disciplinari nei confronti di chi violi le misure di tutela del segnalante. Previsto anche l’obbligo di sanzionare chi effettua, con dolo o colpa grave, segnalazioni che si rivelino infondate. L’adozione di misure discriminatorie nei confronti dei soggetti segnalanti potrà essere oggetto di denuncia all’ispettorato Nazionale del Lavoro. Nullo il licenziamento ritorsivo o discriminatorio del segnalante, il mutamento di mansioni o qualsiasi altra misura ritorsiva o discriminatoria adottata nei confronti del segnalante.